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Narratore, saggista, professore anche di Lingua e Letteratura, Fernando Sorrentino (Buenos Aires, 1942) è considerato un sagace novelliere nei cui racconti, scrupolosamente concepiti e scritti, abbondano l’umorismo, l’ironia e persino il sarcasmo, e nei quali egli deliberatamente mescola realtà e finzione. Nelle sue storie sono ricorrenti il tema dell’invasione in una qualche sua diversa manifestazione e quello della vendetta, ed il graduale accumularsi di sequenze che partendo da una situazione quotidiana e semplice porta all’eccesso ed allo sproposito è, come nei films di Laurel e Hardy, ricorso abituale e sempre efficace. Al di là d’una occasionale incursione nel romanzo —Sanitarios centenarios (1979)— e delle sue famose interviste —Siete conversaciones con Jorge Luis Borges (1974) 1) e Siete conversaciones con Adolfo Bioy Casares (1992)— è nel racconto breve (e nella tradizione dei menzionati scrittori, alla quale a pieno titolo si inscrive) che si incontrano le sue migliori e più interessanti realizzazioni. Oltre i suoi numerosi libri destinati ad un pubblico infantile e giovanile ed i suoi saggi di carattere letterario disseminati in quotidiani e riviste nazionali e straniere, Sorrentino ha dimostrato d’essere fecondo e versato nel racconto, attività iniziata nel 1969 con la pubblicazione del volume La regresión zoológica, cui hanno fatto seguito Imperios y servidumbres (1972), El mejor de los mundos posibles (1976), En defensa propia (1982), El rigor de las desdichas (1994), Costumbres de los muertos (racconto lungo, 1996), La Corrección de los Corderos, y otros cuentos improbables (2002), Existe un hombre que tiene la costumbre de pegarme con un paraguas en la cabeza (2005), El regreso (2005), Costumbres del alcaucil (2008) ed El crimen de san Alberto (2008) 2), libro di maturità e, certamente, il più riuscito. Convivono in queste raccolte racconti umoristici, di mistero, realistici, assurdi, allegorici, simbolici e non poche storie fantastiche, alcune delle quali di eccezionale qualità quali «El regreso», «Existe un hombre que tiene la costumbre de pegarme con un paraguas en la cabeza», «Mera sugestión», «Romance estival» e «Problema resuelto». Quanti desiderassero conoscere alcune delle incisive critiche e delle accademiche notazioni del Sorrentino professore, tratte dalle tante sue contribuzioni a rubriche del Centro Virtual Cervantes e di altre pubblicazioni, potranno trovarle tradotte in lingua italiana nell’indice che più avanti si troverà riportato. Tradotta in diverse lingue e presente in innumerevoli antologie, la scrittura fantastica di Sorrentino —oltre che per gli insoliti svolgimenti di situazioni— interessa per la sua particolare visione della realtà e per l’ anomala espressione che rappresenta nel panorama della letteratura argentina. Nel 2008 la prestigiosa Ellery Queen Mystery Magazine, rivista nordamericana del mistero, ha pubblicato «The Center of the Web» («El centro de la telaraña») firmato da Christian X. Ferdinandus e tradotto dallo spagnolo da Donald A. Yates. Secondo una frequente pratica della narrativa poliziesca argentina quello dell’autore s’è rivelato essere uno pseudonimo duale dietro il quale si celano gli scrittori argentini Fernando Sorrentino e Cristian Mitelman 3). Trattasi d’una originale storia investigativa aderente alla scuola classica o inglese che, ad ulteriore dimostrazione del livello cui il genere è giunto nell’attuale letteratura argentina, costituisce una felice congiunzione di immaginazione e fattura. L’espressione, in effetti, è altamente funzionale all’argomento intelligentemente ordito dai narratori e, sopra tutto, al sorprendente finale. Nel fascicolo di agosto dello stesso anno la menzionata rivista ha pubblicato «Death and the Compass» («La muerte y la brújula») di Jorge Luis Borges, sempre tradotto da Yates, il quale nella nota introduttiva segnala come il racconto di Sorrentino e Mitelman costituisca un omaggio al classico racconto borgesiano. Riferendosi al suo unico romanzo, Juan-Jacobo Bajarlía evidenzia l’essenza della poetica di questo autore: “Sorrentino —scrive— utilizza una prosa limpida in cui l’umorismo brilla in uno stile satirico raro. Ci ricorda Quevedo quando si firmava con lo pseudonimo di Juan Lamas ed a Jarry quando analizzava la patafisica come scienza delle soluzioni immaginarie del dottor Faustroll. […]. Hernando Genovese è un picaro geniale che si burla di tutto in un esaltato compromesso con le istanze dell’uomo. Sorrentino, nel dargli vita in Sanitarios centenarios, ci ha proposto un’opera maestra della satira contemporanea” (dal quotidiano Clarín, sezione “Cultura y Nación”, Buenos Aires, 15 novembre 1979).
Testo © di Juan José Delaney 4) ______________ Note
Traduzione del testo © e note di Mario De Bartolomeis ____________ Nelle immagini: (in alto a sinistra) Un ritratto di Fernando Sorrentino. (qui sotto) Le copertine di alcuni suoi libri editi in lingua originale ed in traduzione italiana.
Il lettore sarà certamente meglio aiutato a cogliere le tante sfaccettature della personalità letteraria ed umana di Fernando Sorrentino da alcune mie traduzioni che qui appresso riporto suddividendole, nell'ordine, in "Articoli", "Racconti" e "Interviste rilasciate":
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Copyright © 2008 Mario De Bartolomeis . Tutti i diritti riservati. Ultima modifica: Domenica 30 gennaio 2011